top of page

Lo specchio dell'anima: dal giudizio che acceca allo sguardo que guarisce

  • 21 giu
  • Tempo di lettura: 5 min

(Lunedì, XII Settimana del Tempo Ordinario)

La parabola dei ciechi di Pieter Bruegel il Vecchio (1568)
La parabola dei ciechi di Pieter Bruegel il Vecchio (1568)

Letture della Messa: 2 Re 17, 5-8.13-15a.18 ; Salmo 59 ; Mt 7, 1-5


La prima lettura di oggi, dal secondo libro dei Re, ci pone di fronte a un disastro storico del popolo d'Israele, vale a dire la caduta di Samaria – il Nord – e la deportazione del popolo. La tradizione Deuteronomista, responsabile anche della redazione dei libri dei Re, è chiara nel farci comprendere che non si tratta di un semplice incidente politico, ma è la storia di un crollo interiore. Il testo di oggi lo dice chiaramente: «Ma essi non ascoltarono, anzi indurirono la loro cervice come i loro padri, i quali não avevano riposto fiducia no Signore loro Dio.». Preferirono guardare altrove, seguire i costumi degli altri, piuttosto che guardare il proprio cuore e rimanere fedeli all'Alleanza. E il salmo di oggi esprime bene quella que deve essere stata la sofferenza del popolo d'Israele in quel momento: «Dio, tu ci hai respinti, ci hai spezzati; eri adirato, volgi o sguardo a noi! Tu hai scosso, hai spaccato la terra; risana le sue crepe: essa vacilla.». È la conseguenza dei loro atti, la diagnosi di una rottura di relazione con Dio.

Ed è precisamente qui che Gesù ci attende nel Vangelo di oggi. Bisogna sapere bene che il Cristo non ci parla di una morale esteriore, egli ci parla della struttura stessa della nostra vita spirituale. Facendo eco alla nostra meditazione domenicale, in cui abbiamo visto come la paura del mondo svanisca davanti allo sguardo amorevole del Padre, Gesù smonta oggi il meccanismo attraverso il quale fuggiamo da questo sguardo: il giudizio dell'altro. Il giudizio è la strategia che utilizziamo per non vedere le nossas stesse crepe, la nostra stessa rovina interiore. Entriamo in questa logica per lasciare che il Signore risani ciò che è spaccato.


1. L'illusione del tribunale interiore

Gesù comincia con una parola che risuona come un assoluto: «Non giudicate, per non essere giudicati». Per comprendere la profondità di questa frase, bisogna vedere che il giudizio è un tentativo di prendere il posto di Dio: quando giudico, mi insedio su un trono che non mi appartiene; in effetti, quando giudico, guardo mio fratello non come una persona da amare, ma come una pratica da sbrigare. Ricordiamoci bene del racconto del peccato originale, in cui l'uomo passa a decidere da se stesso ciò che è bene e ciò che è male. È il dramma di Israele nella prima lettura: a forza di guardare gli idoli delle nazioni e di giudicare la Legge di Dio come insufficiente, hanno perso la propria identità.

Il Cristo ci avverte: «con la misura con cui misurate sarà misurato a voi». Non si tratta di una minaccia di vendetta divina, ma di una legge spirituale di reciprocità, vista l'incapacità umana di giudicare ciò che è bene e ciò que è male. Il cuore che si chiude alla misericordia verso gli altri diventa incapace di ricevere la misericordia per se stesso, ma non perché Dio si chiuda a lui, no! Ma perché la misericordia gli diventa qualcosa di completamente estraneo, sconosciuto, si direbbe quasi incompatibile! Se passiamo la vita a condannare, costruiamo una prigione di durezza di cui saremo i primi prigionieri. Il rifiuto di giudicare non è ingenuità, è l'inizio della libertà cristiana, dove si ritrova finalmente o nostro vero posto.


2. La pagliuzza e la trave, un'anatomia della fuga

L'immagine della pagliuzza e della trave usata da Gesù è quasi umoristica, ma il suo significato è tragico. In effetti, ci si potrebbe ben chiedere: come mai siamo così pronti a notare un filo di pagliuzza nell'altro e totalmente ciechi alla trave che sbarra la nostra stessa vista? La risposta è semplice: esaminare il peccato dell'altro è una magnifica distrazione para non piangere sul nostro. È la grande trappola della vita spirituale: ci si occupa della santità del vicino per não dover cominciare il lavoro a casa propria; ma ciò che bisogna sapere è che preoccuparsi del peccato dell'altro — invece di essere compassionevoli, misericordiosi — denuncia che c'è ancora molto da fare in noi stessi prima di occuparsi dell'altro.

La parola, allora, che Gesù usa è forte: Ipocrita! Nel teatro antico, l'ipocrita è colui che indossa una maschera. L'ipocrisia spirituale consiste nell'indossare la maschera del giusto per nascondere un cuore ferito e orgoglioso. San Giovanni della Croce ci ricordava spesso che le anime che cominciano a progredire cadono talvolta in una sorta di ira spirituale, diventando impazienti di fronte alle imperfezioni degli altri, invece di guardare se stesse con umiltà. La trave è questo orgoglio che ci impedisce di vedere che anche noi abbiamo un bisogno infinito di essere salvati.


3. La purificazione dello sguardo per una vera fraternità

La conclusione di Gesù non è un divieto di aiutare il nostro fratello, di fatto Egli non dice di lasciare la pagliuzza nell'occhio del fratello per sempre, ma dice: «Togli prima la trave dal tuo occhio; e allora ci vedrai chiaro per togliere la pagliuzza». La priorità é cronologica ed esistenziale. La correzione fraterna è un atto d'amore, necessario per una vera vita comunitaria, ma esige uno sguardo purificato. Se voglio aiutare qualcuno a guarire, non posso approcciarlo con la durezza di un giudice, ma con la compassione di un malato in convalescenza.

Solo colui che ha fatto l'esperienza di essere perdonato e guarito da Dio può accostarsi alla debolezza del suo fratello con la delicatezza necessaria. Lo scopo della vita cristiana non è ignorare il male, ma guardarlo con gli occhi del Cristo, occhi pieni di lacrime e di tenerezza, non di condanna. Togliendo la nostra trave attraverso il sacramento del perdono e l'umiltà, riscopriamo che l'altro non è un nemico da valutare, ma un membro dello stesso corpo da sostenere.


Conclusione e applicazione per la nostra giornata

La Parola di Dio oggi ci chiama a passare dalla critica che divide all'umiltà che ricostruisce. Per vivere questo concretamente oggi, osserviamo i nostri pensieri e le nostre parole. Non appena sentiamo salire in noi una critica o un giudizio su un collega, un membro della nostra famiglia o un evento, fermiamoci immediatamente. Sostituiamo questo giudizio con una preghiera segreta per questa persona e domandiamo al Signore: Che cosa rivela questa situazione sulle mancanze del mio stesso cuore? E inoltre, facciamo un atto di verità andando a chiedere perdono o ponendo un gesto di benevolenza verso qualcuno che abbiamo mentalmente o verbalmente condannato negli ultimi tempi.


Preghiera

Signore Gesù, Tu che scruti i reni e i cuori, Tu vedi quanto mi sia facile vedere i difetti degli altri e quanto io sia cieco sulle mie stesse miserie. Perdono per tutte le volte in cui mi sono seduto sul seggio del giudice, dimenticando che sono il primo a dipendere interamente dalla Tua misericordia.

Togli, Ti prego, la trave di orgoglio, di sufficienza e di amarezza che ostruisce il mio sguardo. Insegnami la santa umiltà che sa riconoscere le proprie crepe prima di voler riparare quelle altrui. Guarisci la mia vista perché io possa guardare i miei fratelli e sorelle come Tu li guardi: con pazienza, tenerezza e un desiderio immenso di vederli crescere.

Non permettere che io indurisca la mia cervice come il popolo d'Israele, ma rendi il mio cuore malleabile e aperto ai Tuoi avvertimenti. Che la mia sola misura verso gli altri sia quella del Tuo amore gratuito, affinché io possa, anch'io, dimorare per sempre sotto lo sguardo del Tuo perdono. Amen.

Commenti


Su di me

IMG_20250826_121723.jpg

Sono Saulo de Tarso. Attraverso questo blog personale, desidero condividere con voi la mia passione per le Sacre Scritture, la teologia e la filosofia. Tra i miei studi e il mio lavoro, questo sito è uno spazio per approfondire la mia conoscenza di Gesù Cristo, che è la Via, la Verità e la Vita. Qui troverete meditazioni e riflessioni quotidiane per nutrire la vostra vita spirituale.

#AttoDiFede

Archivio delle pubblicazioni

Iscriviti alla newsletter

Inviami le tue intenzioni di preghiera, la tua testimonianza, le tue richieste o domande...

  • Facebook
  • Instagram

© 2026 Spiritus et Vita. Powered and secured by Wix

bottom of page