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L'identità ricevuta e la gioia di svanire

  • 23 giu
  • Tempo di lettura: 5 min

(Mercoledì, Natività di San Giovanni Battista - Solennità)

Zaccaria dà il nome di San Giovanni Battista a suo figlio, Fra Angelico
Zaccaria dà il nome di San Giovanni Battista a suo figlio, Fra Angelico

Letture della Messa: Is 49, 1-6 ; Salmo 138/139 ; At 13, 22-26 ; Lc 1, 57-66.80


La nascita di Giovanni Battista non è semplicemente un evento storico che segna la soglia della Nuova Alleanza; essa è lo specchio della nostra stessa avventura spirituale, un invito a ridisegnare il peso spirituale della nostra esistenza.


1. Il nome condiviso nel segreto

Il profeta Isaia ci confida una certezza fondamentale: «Il Signore dal seno materno mi ha chiamato, fin dalle viscere de mia madre ha pronunciato il mio nome.». Questa intuizione trova un eco perfetto nel Salmo 138, dove il salmista si meraviglia davanti all'opera di Dio: «Sei tu che hai creato le mie viscere e mi hai tessuto nel seno di mia madre.». L'esperienza di Fede non comincia dai nostri sforzi per raggiungere Dio, ma dalla presa di coscienza che Dio ci ha pensati, amati e nominati prima ancora che avessimo coscienza di noi stessi. La nostra identità non é um prodotto del caso o delle aspettative di chi ci circonda, essa è un dono sacro.

Nel Vangelo, i vicini e la famiglia vogliono chiamare il bambino Zaccaria, dal nome di suo padre. Essi non sono cattivi, ma tale atteggiamento andava a rinchiuderlo in una ripetizione, in una logica di eredità familiare e di convenzioni sociali. Voler chiamare il bambino Zaccaria sarebbe un rifiuto della novità di Dio per rimanere nel conosciuto, in ciò che rassicura il mondo. Ma Elisabetta, e poi Zaccaria, spezzano questa catena del conformismo: «Giovanni è il suo nome». Accettando questo nome che significa "Dio fa grazia", i genitori riconoscono che questo bambino appartiene anzitutto a Dio, entrano nella novità di Dio e la annunciano a tutti. Rompere con le aspettative del mondo per abbracciare il progetto unico che Dio ha per noi è il primo passo verso la vera libertà.


2. La parola liberata dall'obbedienza

L'atteggiamento di Zaccaria ci insegna il cammino della guarigione interiore. Di fatto, per aver dubitato della promessa dell'angelo, Zaccaria è diventato muto. Questo mutismo non è una punizione arbitraria, ma la conseguenza logica dell'incredulità: in effetti, quando non si crede più alla Parola di Dio, la nostra stessa parola diventa sterile, vuota di senso, incapace di comunicare la vita. Per nove mesi, Zaccaria ha vissuto una grande quaresima del silenzio, un deserto interiore in cui ha dovuto digerire il proprio orgoglio e il proprio scetticismo.

Il momento della verità arriva quando gli si domanda con cenni come voglia chiamare il bambino. Scrivendo sulla tavoletta «Giovanni è il seu nome», Zaccaria non esprime una semplice preferenza, ma pone un atto di obbedienza assoluta alla parola dell'angelo: «All'istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio.». La nostra parola non ritrova la sua forza e la sua fecondità se non quando ci allineiamo sulla verità di Dio; e nel caso di Zaccaria, è allora che il suo silenzio si trasforma in un'esplosione di lode. Questo racconto è per noi un invito a guardare i nostri stessi mutismi, le nostre incapacità di testimoniare o di amare, e a comprendere che i nostri mutismi nascono spesso dalle nostre resistenze interiori di fronte alla volontà divina.


3. La grandezza del precursore: sapere decrescere

La seconda lettura ci mostra san Paolo che riassume la missione di Giovanni Battista ad Antiochia di Pisidia. Giovanni ha preparato la venuta di Gesù predicando un battesimo di conversione. Ma il culmine della sua santità risiede nella sua dichiarazione memorabile: «Io non sono quello che voi pensate que io sia! Ecco, viene dopo di me uno al quale io non sono degno di sciogliere i sandali dei piedi». Giovanni rifiuta di appropriarsi di una gloria che non gli appartiene; mentre la folla è affascinata da lui, egli la reindirizza immediatamente verso il Cristo.

Questo è il segreto della gioia profonda, quella che Giovanni provava già sussultando nel grembo di Elisabetta. La vera grandezza umana non consiste nell'occupare tutto lo spazio, ma nel creare spazio per un Altro. Giovanni Battista è l'uomo del distacco radicale, egli sa di non essere la luce, ma il testimone della luce. Come dicevano spesso i Padri della Chiesa, Giovanni è la voce che passa, ma il Cristo è la Parola che rimane. In una cultura che ci spinge all'autocelebrazione, Giovanni ci insegna l'arte di decrescere perché il Cristo cresca in noi, perché è lì che risiede la nostra vera dignità.


4. Il mistero del deserto e della maturazione

Il Vangelo si conclude con una nota discreta ma essenziale sulla crescita del bambino: «Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visisse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele». Il deserto, nella Bibbia, non è solo un luogo geografico ma uno spazio spirituale di spogliamento e di chiarificazione. Perché Giovanni potesse compiere la sua missione senza lasciarsi corrompere dagli applausi o dalle pressioni della società, ha dovuto essere educato dal silenzio del deserto.

Ciascuno di noi ha bisogno del proprio deserto; di fatto, il deserto è il luogo in cui le nostre motivazioni vengono purificate, dove impariamo a dipendere unicamente da Dio e non dalle stampelle umane. Le grandi missioni si preparano sempre nell'ombra e nella fedeltà delle piccole cose. San Giovanni della Croce ci ricorda che Dio guida l'anima in una notte oscura per distaccarla dalle soddisfazioni sensibili e unirla più intimamente a Lui. Il lungo ritiro di Giovanni al deserto ci mostra che il tempo di Dio non è il nostro; la maturazione dello spirito esige pazienza e silenzio.


Conclusione e applicazione per la nostra giornata

La Solennità della Natività di san Giovanni Battista ci rimette davanti alla nostra vocazione profonda; in effetti, non siamo qui per lasciare il nostro nome nella storia, perché esso sarà nella storia se diamo il posto al Signore della storia, se facciamo risuonare il solo Nome capace di salvare. Per incarnare questa Parola oggi:

  • Smettiamo di cercare di corrispondere a tutti i costi alle aspettative o alle etichette che gli altri, il nostro lavoro o la società vogliono appiccicarci. Prendiamo un momento per ricordarci che siamo nati da Dio, la nostra vera identità è unica e conosciuta da Dio solo.

  • Pratichiamo oggi l'art dello svanire benevolo. Lasciamo il primo posto a un altro, non cerchiamo di avere l'ultima parola in una discussione, rallegriamoci per il successo degli altri e orientiamo i complimenti che riceviamo verso la sorgente di ogni bene: il Signore.


Preghiera

Signore Dio, Tu che mi hai scrutato e conosciuto prima ancora che fossi plasmato nel segreto del grembo di mia madre, Ti rendo grazie per il prodigio che sono ai Tuoi occhi. Tu hai pronunciato il mio nome con amore, e mi chiami a una missione che io solo posso compiere in questo mondo.

Liberami, Signore, dalla tentazione di voler sempre vantarmi del mio nome, di replicare gli schemi del passato o di conformarmi alle esigenze di chi mi circonda per essere amato. Dammi il coraggio di Zaccaria di obbedire alla Tua Parola, anche quando essa scuote le mie abitudini, affinché la mia bocca si sciolga per proclamare le Tue meraviglie e non le mie proprie lamentele.

Fa' di me, sull'immagine di Giovanni Battista, una voce che prepara le Tue vie. Accordami la grazia di saper svanire con gioia, di non trattenere gli sguardi su me stesso, ma di designare sempre Gesù, l'Agnello di Dio. Che il mio spirito si fortifichi nel deserto della preghiera e del silenzio, affinché tutta la mia vita diventi una trasparenza della Tua luce. Amen.


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Grazie per la vostra attenzione, spero che le mie meditazioni possano davvero aiutarvi nel vostro cammino verso il Signore, e non esitate a condividere i vostri sentimenti nei commenti, a fare domande, a lasciare una testimonianza… ciò arricchisce la riflessione e incoraggia i fratelli e le sorelle.

Que Dio vi benedica. Vi auguro una bellissima giornata.

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Sono Saulo de Tarso. Attraverso questo blog personale, desidero condividere con voi la mia passione per le Sacre Scritture, la teologia e la filosofia. Tra i miei studi e il mio lavoro, questo sito è uno spazio per approfondire la mia conoscenza di Gesù Cristo, che è la Via, la Verità e la Vita. Qui troverete meditazioni e riflessioni quotidiane per nutrire la vostra vita spirituale.

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