top of page

Il riposo del cuore nel mezzo dei nostri combattimenti

  • 28 lug
  • Tempo di lettura: 4 min

(Mercoledì 29 luglio, 16a Settimana del Tempo Ordinario, Santa Marta, Maria e S. Lázaro - Memoriale)

Johannes Vermeer: Cristo nella casa di Marta e Maria, dal 1654 al 1655
Johannes Vermeer: Cristo nella casa di Marta e Maria, dal 1654 al 1655

Letture della Messa: Ger 15, 10.16-21 ; Sal 58(59) ; Lc 10, 38-42


1. L'illusione dell'agitazione e il grido del profeta

Domenica scorsa eravamo invitati a cercare il Tesoro nascosto e la Perla di grande valore, comprendendo che il Regno di Dio non è una teoria, ma una scelta radicale che esige di rinunciare al superfluo per abbracciare l'Essenziale. In questo metà settimana, la Liturgia viene a saggiare la qualità della nostra ricerca: dove cerchiamo realmente questo Tesoro? Nella frenesia delle nostre azioni o nella profondità di una Presenza?

La prima lettura ci immerge nella preghiera toccante del profeta Geremia, che si trova esausto, contestato da ogni parte e in preda a una sofferenza che gli sembra senza fine. Il profeta apre il suo cuore al Signore dicendo: «Quando le tue parole mi venivano incontro, le divoravo; erano la mia gioia, le delizie del mio cuore...», eppure la prova lo circonda. Il suo dolore è così vivo che giunge a dubitare, chiedendo al Signore se sarà per lui como un'acqua incerta, un miraggio ingannevole. La risposta di Dio è di una grande sobrietà: «Se ti convertirai, io ti farò ritornare e starai alla mia presenza; se saprai distinguere ciò che è prezioso da ciò che è vile, sarai come la mia bocca.»

Dio não sottrae il suo profeta dalla realtà della sua sofferenza. Gli chiede un discernimento interiore, una purificazione del cuore che consiste precisamente nel separare ciò che è prezioso da ciò che è vile – come abbiamo meditato domenica scorsa. È ritornando al centro, cessando di divedersi nel lamento o nella paura degli uomini, che il profeta ritrova la sua forza e Dio fa di lui «muro di bronzo inaccessibile».


2. Accogliere il Signore: dalla preoccupazione alla presenza

Questo combattimento spirituale di Geremia trova il suo compimento più intimo e quotidiano nella scena del Vangelo, testo scelto per la celebrazione della memoria degli amici di Gesù a Betania: Lazzaro, Marta e Maria. Nel testo, Gesù entra in un villaggio e si ferma nella casa dei suoi amici. Marta si sforza senza esitazione di accogliere bene il Maestro; è abitata dalla preoccupazione del servizio, una generosità indiscutibile ma que gira a vuoto. Il suo cuore si affatica, si inasprisce, al punto da rimproverare a sua sorella la sua immobilità e al Signore la sua apparente indifferenza: «Signore, non t'importa che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire?»

Quante volte questa frase non ha attraversato la nostra mente? Quando portiamo il peso del quotidiano, rischiamo di esaurirci perché facciamo le cose per Dio, ma senza Dio. L'agitazione esteriore è quasi sempre il sintomo di un rumore interiore non pacificato: Marta non viene rimproverata perché serve, ma perché si agita e si preoccupa di molte cose.

Al contrario, Maria si siede ai piedi di Gesù e ascolta la sua parola. In greco, il verbo utilizzato per descrivere l'atteggiamento di Marta è περιεσπᾶτο (periespato), che evoca il fatto di essere tirato, lacerato in tutte le direzioni, essere letteralmente trascinato da ogni parte. Maria, invece, ha ricomposto il suo essere; ha compreso che il più grande omaggio che si possa rendere a un ospite non è preparargli un grande pranzo, ma offrirgli un'attenzione senza riserve.


3. Discernimento e purificazione del cuore

Dicendo che Maria ha scelto la parte migliore, Gesù non condanna l'azione di Marta, ma stabilisce una gerarchia fondamentale, che fa un'eco perfetta alla parola rivolta a Geremia: bisogna separare ciò che è prezioso da ciò che è vile. Il più prezioso, il Tesoro, è la presenza stessa di Cristo. Se il nostro servizio ci allontana dalla pace del Signore, se ci porta a giudicare i nostri fratelli e a rimproverare a Dio il suo silenzio, allora quel servizio, per quanto buono possa sembrare, è diventato il luogo di una trappola.

Gesù non vuole contrapporre l'atteggiamento di Maria a quello di sua sorella Marta. Come insegnava Santa Teresa d'Avila, per offrire una dimora al Signore, l'azione e la contemplazione devono camminare di pari passo, poiché «Marta e Maria devono camminare insieme per ospitare il Signore e averlo sempre con sé» (S. Teresa de Jesús, Las Moradas, VII, c. 4, n. 12). L'ascolto ai piedi di Cristo è la sorgente viva di ogni azione feconda. Senza questo ascolto, l'azione scade nell'attivismo e il servizio diventa amarezza. Quindi, la contemplazione non è una fuga dal dovere, ma il luogo in cui le nostre azioni ricevono il loro orientamento giusto, diventando semplici canali dell'amore ricevuto.


Conclusione e applicazione per la nostra giornata

Oggi siamo invitati a guardare con onestà la nostra casa interiore. Le urgenze non mancheranno, i compiti si accumuleranno e la tentazione dell'agitazione sarà molto reale. Ma nel mezzo di queste esigenze, ricordiamo la risposta così dolce e ferma di Gesù: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma una sola è necessaria.» Seguendo l'esempio dei santi di Betania e l'insegnamento del nostro Maestro e Signore Gesù Cristo, ecco alcune idee per mettere in pratica la Parola della Liturgia di oggi:

  • Identifichiamo le nostre agitazioni: Prendiamo un istante per riconoscere ciò che crea in noi tensione, risentimento o impazienza.

  • Facciamo una pausa: Decidiamo di prendere, anche solo per pochi minuti, un tempo di silenzio ai piedi del Signore; e, se ne avete la possibilità, entrate in una chiesa o cappella per rimanervi qualche istante. Chiudiamo la porta al rumore del mondo per lasciare che la Sua Parola rimetta ordine nelle nostre priorità.

  • Trasformiamo il nostro servizio: Riprendiamo le nostre attività non più come un peso che portiamo da soli, ma come un'offerta pacifica compiuta alla presenza di Dio.


Preghiera

Signore Gesù, Tu conosci l'incostanza del mio cuore e la mia facilità a disperdermi in mille urgenze secondarie. Perdonami quando mi esaurisco volendo agire senza ascoltarti, e quando la stanchezza mi porta a giudicare i miei fratelli o a dubitare della Tua bontà. Donami la grazia, oggi, di saper separare ciò che è prezioso da ciò che è vile. Dammi il coraggio di fermarmi, di tacere e di sedermi ai Tuoi piedi per ricevere l'unica cosa necessaria. Che il Tuo Amore placchi le mie inquietudini e che il Tuo Spirito trasformi ciascuna delle mie azioni in un'umile offerta di lode. Amen.

Commenti


Su di me

IMG_20250826_121723.jpg

Sono Saulo de Tarso. Attraverso questo blog personale, desidero condividere con voi la mia passione per le Sacre Scritture, la teologia e la filosofia. Tra i miei studi e il mio lavoro, questo sito è uno spazio per approfondire la mia conoscenza di Gesù Cristo, che è la Via, la Verità e la Vita. Qui troverete meditazioni e riflessioni quotidiane per nutrire la vostra vita spirituale.

#AttoDiFede

Archivio delle pubblicazioni

Iscriviti alla newsletter

Ti è piaciuta questa meditazione?
Sostieni "Spiritus et Vita"

 

Questo articolo ti ha ispirato?

Puoi sostenere la nostra missione in 3 semplici modi:

 

Sentitevi liberi di mettere "Mi piace" , commentare e condividere questo articolo per aiutarci a raggiungere altre persone.

 

Sostieni il sito: per aiutarci a finanziare il nome di dominio e l'hosting, puoi fare una donazione tramite PayPal (cliccando qui ) .

 

Per approfondire : acquista i libri consigliati tramite il mio link di affiliazione Amazon (cliccando qui) .

Inviami le tue intenzioni di preghiera, la tua testimonianza, le tue richieste o domande...

  • Facebook
  • Instagram

© 2026 Spiritus et Vita. Powered and secured by Wix

bottom of page