Il banchetto della gratuità nel deserto
- 1 ago
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(18ª Domenica del Tempo Ordinario - Anno A)
Letture della Messa: Is 55, 1-3 ; Sal 144(145) ; Rm 8, 35.37-39 ; Mt 14, 13-21
Nel cammino della nostra vita spirituale, vi sono momenti in cui la stanchezza si fa sentire e il mondo sembra diventare un vasto deserto. Facciamo l'esperienza della aridità, della perdita, del lutto o semplicemente del limite delle nostre forze umane; è precisamente in questa realtà concreta che la liturgia di questa domenica viene a raggiungerci, perché la Parola di Dio non è una teoria astratta, ma un nutrimento vivo rivolto a uomini e donne che hanno sete e fame.
Attraverso il forte appello del profeta Isaia nella prima lettura, la Chiesa ci invita a riscoprire la logica della grazia. Nel Vangelo, di fronte alle nostre mancanze e alle nostre oscurità, Cristo non ci chiede di fabbricare le nostre soluzioni, ma di tornare alla fonte di un Amore che si dona gratuitamente e sovrabbonda laddove l'uomo riconosce la propria povertà.
1. L'illusione dei nutrimenti a pagamento e la logica della grazia
La prima lettura ci fa ascoltare questo grande grido del profeta Isaia: «O voi tutti assetati, venite all'acqua, voi che non avete denaro, venite». Il Profeta si rivolge a un popolo in esilio, sinito da promesse umane che non hanno prodotto nulla, uomini che hanno speso as proprie risorse per ciò che não sazia. È il dramma di ogni esistenza umana quando cerchiamo di placare la nostra sete di infinito presso sorgenti prosciugate, quando spendiamo le nostre energie, i nostri affetti e i nostri pensieri per cose che alla fine ci lasciano più vuoti di prima.
Dio propone una rottura radicale con il commercio dei meriti; Ci invita a comprare "senza denaro", cioè ad entrare nella logica del dono puramente gratuito. La vita spirituale comincia precisamente nel momento in cui si cessa di voler pagare la propria salvezza con le proprie forze, per accogliere a mani vuote la generosità del Padre. San Giovanni della Croce diceva: «Tutti coloro che hanno sete di Dio sono invitati a quest'acqua viva, poiché il Signore non fa pagare la sua grazia; la dona a chiunque volga l'anima a lui con semplicità» (Salita del Monte Carmelo, II, 7).
2. Il ritiro nel deserto e lo sguardo di compassione di Cristo
Nel Vangelo di oggi, troviamo Gesù in un momento di intensa prova umana: ha appena appreso della morte violenta di Giovanni Battista. Prende la barca per ritirarsi «in un luogo deserto, in disparte», dice il testo; Gesù cerca il silenzio del Padre, la solitudine dove il cuore riposa. Ma le folle lo precedono, lo cercano e lo seguono a piedi.
Di fronte a questa folla che disturba il suo ritiro, qual è la reazione del Salvatore? Non prova né irritazione né rifiuto. Il Vangelo utilizza qui un termine greco di una profondità insondabile: ἐσπλανχνίσθη (esplanchnistē), fu preso da compassione fino al fondo delle viscere; lo sguardo di Gesù non è quello di un giudice che valuta, ma quello di un Pastore che soffre nel vedere le sue pecore erranti e ferite. La sua compassione non è una semplice emozione passeggera, ma si traduce immediatamente in atti concreti: guarisce i loro malati e si prende cura della loro vita. Il deserto, luogo della privazione, diventa così il luogo dell'incontro più intimo con la tenerezza di Dio.
3. Dal calcolo dei discepoli alla logica del dono
Sul far della sera, la realtà materiale si impone ai discepoli: il luogo è deserto, l'ora è tarda e la folla ha fame. La reazione dei discepoli è la più naturale, profondamente umana e ragionevole: «Congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare!». Ma, a ben pensarci, questo corrisponde alla logica del mondo: che ciascuno si arrangi, che ciascuno compri secondo i propri mezzi. È il ritorno alla logica commerciale che già Isaia denunciava.
Ma Gesù – che non vive secondo la logica del mondo – sovverte completamente la loro prospettiva con una parola sconcertante: «Non hanno bisogno di andarsene; voi stessi date loro da mangiare». Gesù non nega l'indigenza della folla, ma rifiuta che la si congedi. Davanti all'ordine del Maestro, i discepoli misurano la loro estrema povertà: «Non abbiamo qui che cinque pani e due pesci». Nella simbologia biblica, il numero cinque evoca la Legge, il quadro umano limitato, e il due ricorda la piccolezza. È un nulla di fronte a cinquemila uomini.
Gesù risponde allora: «Portatemeli qui». È questo il cuore del mistero evangelico. Gesù non esige che abbiamo di che nutrire la folla; chiede solo che non teniamo per noi il poco che possediamo. Gesù prende allora quel poco, lo benedice, lo spezza e lo dà: la sovrabbondanza non nasce da ciò che abbiamo accumulato, ma da ciò che abbiamo consegnato nelle mani di Cristo.
4. La prefigurazione eucaristica e l'infallibilità dell'Amore
I gesti di Gesù sul monte — prendere i pani, levata gli occhi al cielo, pronunciare la benedizione, spezzare e dare — sono esattamente i gesti dell'Ultima Cena e di ogni Eucaristia. La moltiplicazione dei pani non è soltanto un miracolo di sazietà corporea, ma soprattutto l'annuncio del Banchetto celeste in cui Cristo dona se stesso come nutrimento per la vita del mondo. Tutti mangiarono e furono saziati, e portarono via dodici ceste piene di pezzi avanzati. Il numero dodici evoca la totalità di Israele, il popolo di Dio e, quindi, la Chiesa. Queste dodici ceste ci fanno comprendere che la grazia di Dio non si esaurisce mai, supera sempre i nostri bisogni e le nostre attese.
È questa certezza assoluta che fa dire a san Paolo nella seconda lettura: «Chi ci separerà dall'amore di Cristo?». Né la tribolazione, né la fame, né la nudità, né il pericolo. Quando siamo nutriti di questo Pane di vita, comprendiamo che le prove della nostra vita non possono compromettere o spezzare il legame fondamentale che ci unisce a Dio. Riguardo al dono dell'Eucaristia che ci unisce a Cristo, Santa Teresa d'Avila diceva: «Il Signore non ci dà soltanto i suoi benefici, dona se stesso in questo santo alimento per sostenerci e unire la nostra debolezza alla sua propria forza» (Cammino di Perfezione, cap. 34, 2). Nessuna mancanza, nessuna povertà può interrompere questo flusso di vita que Cristo riversa nei cuori che si abbandonano a Lui.
Conclusione e applicazione per la nostra giornata
Fratelli e sorelle, il Vangelo di questa domenica viene a visitare il nostro quotidiano e a porci una domanda fondamentale: su che cosa appoggiamo la nostra esistenza? Continuiamo a spendere le nostre forze per sicurezze illusorie che ci lasciano assetati, o accettiamo di venire alla sorgente della grazia gratuita?
Oggi, di fronte alle tue difficoltà finanziarie, alle tue aridità spirituali, ai tuoi limiti relazionali o alla tua stanchezza fisica, non ritirarti e non rimandare i problemi. Guarda alla povertà delle tue risorse — i tuoi "cinque pani e due pesci" — e ascolta il Signore che ti dice: «Portameli qui». Pertanto, l'applicazione concreta per la nostra giornata è semplice ed esigente:
Consegnare la nostra povertà nelle mani di Cristo: Non nascondiamo le nostre debolezze, ma presentiamole nella preghiera con piena fiducia.
Entrare nella logica della gratuità: Compiere oggi un gesto di attenzione, di ascolto o di condivisione verso qualcuno, senza aspettarsi nulla in cambio.
Accostarsi all'Eucaristia con meraviglia: Ricevere il Corpo di Cristo non come un'abitudine routinaria, ma come il Pane del deserto che ci garantisce che nessuna creatura potrà mai separarci dall'Amore di Dio.
Preghiera
Signore Gesù, vengo a Te con il mio cuore talvolta stanco e le mie mani spesso vuote. Tu conosci i deserti della mia vita, le mie illusioni deluse e le mie false sicurezze.
Oggi ti presento il poco che sono e il poco che ho: le mie povere forze, le mie esitazioni e i miei limiti. Prendili nelle Tue mani sante e venerabili. Benedicili, spezzali e trasformali con la potenza del Tuo Spirito. Insegnami a non temere più la mancanza né il futuro, ma a riposare con certezza nel Tuo Amore sovrano.
Che la Tua Eucaristia sia il nutrimento della mia anima, affinché, saziato dalla Tua tenerezza, io possa diventare per i miei fratelli un testimone e un segno della Tua bontà gratuita. Amen.






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