«Donna, grande è la tua fede!»
- 15 ago
- Tempo di lettura: 6 min
(20ª Domenica del Tempo Ordinario — Anno A)
Letture della Messa: Is 56, 1.6-7 ; Sal 66 (67) ; Rm 11, 13-15.29-32 ; Mt 15, 21-28
Avanzando nel Tempo Ordinario, la liturgia ci invita ad elevare il nostro sguardo verso l'orizzonte universale della salvezza. Domenica scorsa, contemplavamo Gesù che camminava sulle acque, venendo in aiuto alla fede vacillante dei discepoli in mezzo alla tempesta. Oggi, il Vangelo ci conduce fuori dai confini d'Israele, nella regione pagana di Tiro e Sidone, dove il Cristo rivelerà una fede di ben altra statura: quella di una donna anonima, straniera e disprezzata, la cui perseveranza forzerà l'ammirazione del Figlio di Dio.
1. La promessa di una casa aperta a tutti i popoli
La profezia di Isaia che leggiamo nella prima lettura costituisce la chiave di interpretazione spirituale di questo Vangelo. Il Profeta annuncia una rivoluzione nella pedagogia divina: l'Alleanza, fino ad allora intesa come appannaggio esclusivo del popolo eletto, si apre a «tutti i popoli» (Is 56, 7). Gli stranieri che si uniscono al Signore per amarlo e servirlo non sono più esclusi, ma ospiti d'onore condotti sul monte santo.
L'esegesi biblica ci ricorda che in Isaia l'accesso alla «casa di preghiera» non è più determinato dal sangue o dall'origine etnica, ma da una disposizione interiore: tenere ferma l'Alleanza e praticare la giustizia. San Paolo, nella sua Lettera ai Romani (seconda lettura), conferma questo mistero profondo affermando che «i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili» (Rm 11, 29). Se la misericordia si è manifestata prima ai figli dell'Alleanza, è per traboccare poi sull'umanità intera. Dio ha rinchiuso tutti nella disobbedienza per usare a tutti misericordia; come i pagani un tempo non credevano e ora hanno ottenuto misericordia, così anche gli israeliti «ora sono diventati disobbedienti a causa della misericordia usata verso di voi, perché anch'essi ottengano misericordia». Nella prima lettura, dunque, Isaia traccia il quadro teologico che Gesù viene a compiere concretamente sulla terra di Fenicia.
2. Il silenzio inquietante del Maestro e lo scandalo dei discepoli
Fin dall'inizio del Vangelo di oggi, siamo immersi in una scena che può inquietarci: una donna cananea si avvicina a Gesù e grida la sua disperazione: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio» (Mt 15, 22). Di fronte a questo grido che viene dalle viscere di una madre, la prima reazione di Cristo è sconcertante: «Egli non le rispose neppure una parola» (Mt 15, 23). Perché questo silenzio? Il Signore sembra riprodurre la freddezza dei pregiudizi del suo tempo. Ma il silenzio di Dio non è mai un'assenza né un'indifferenza: è uno spazio scavato nel cuore dell'uomo per far maturare il desiderio.
I discepoli, da parte loro, reagiscono secondo la logica umana del fastidio e dell'insofferenza. «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!», dicono. Trattandosi di una donna straniera, i discepoli non mostrano alcuna compassione, ma cercano la propria tranquillità: vogliono soffocare il grido della sofferenza per preservare il loro comodismo religioso. Quante volte agiamo come questi discepoli? Vogliamo allontanare coloro la cui preghiera o la cui semplice presenza disturba il nostro conforto spirituale. Il dettaglio di questo testo è che, nonostante tutto, Cristo non la scaccia, ma la attrae più profondamente nel mistero della fede.
3. La prova del rifiuto e la pedagogia dell'umiltà
Quando il dialogo finalmente si avvia, la parola di Gesù sembra ancora più dura del suo silenzio: «Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa d'Israele» (Mt 15, 24), e poi: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini» (Mt 15, 26). Sul piano esegetico, il termine greco impiegato da Matteo è kynarion (κυνάριον), che significa letteralmente "piccoli cani" o "cani di casa", in opposizione ai cani randagi della strada. Anche se l'espressione rimane una prova dura, essa addolcisce il linguaggio e introduce una sfumatura familiare, un posto all'interno della casa.
Sant'Agostino scorgeva in questa risposta di Cristo una prova deliberata: il Maestro non cerca di respingere la Cananea, ma di svelare l'oro puro nascosto sotto l'apparenza della sua condizione di pagana (cfr. Sant'Agostino, Discorso 77). Possiamo dire che Gesù vuole concederle la grazia, ma, data la condizione di questa donna, bisognava trovare un'apertura; e, per l'insistenza di lei, Gesù sapeva che ella ne sarebbe stata capace.
La reazione della donna è un capolavoro di sapienza spirituale. Non si offende, non rivendica alcun diritto, non contesta la priorità d'Israele. Accetta il suo piccolo posto con un'umiltà disarmante: «È vero, Signore; eppure anche i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni» (Mt 15, 27). L'allontanamento dall'Alleanza con Dio fa sentire l'indegnità... Ma questa donna comprende che non è un cane della strada, bensì un cane che rimane nella casa; e che, nella casa del Padre, la minima briciola della grazia di Cristo basta per scacciare i demoni e ricostruire una vita. Contempliamo qui il trionfo della preghiera povera che non si appoggia su alcun merito personale, ma unicamente sulla bontà del Maestro.
4. La vittoria di una fede che tocca il Cuore di Dio
Di fronte a questa risposta carica di amore e di umiltà, il Cuore del Salvatore si lascia vincere: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri» (Mt 15, 28). È uno dei rari momenti nel Vangelo in cui Gesù ammira esplicitamente la fede di un individuo — e, significativamente, ogni volta che lo fa, si tratta di un pagano (come per il centurione romano).
Santa Teresina del Bambino Gesù scriveva con grande esattezza che la preghiera umile e fiduciosa è una forza che fa violenza al Cuore di Dio (Manoscritti Autobiografici). La fede di questa donna non è una semplice adesione intellettuale a dogmi, poiché ella non conosce la Legge di Mosè. La sua fede è un abbandono totale, una fiducia incrollabile nella bontà di Gesù, più forte delle apparenze del rifiuto. Per la sua umiltà, ella passa dalla condizione di straniera a quella di vera figlia dell'Alleanza, anticipando coloro che si credevano eredi legittimi ma il cui cuore rimaneva chiuso.
Conclusione e applicazione per la nostra giornata
Il Vangelo di questa domenica viene a scuotere le nostre abitudini e a purificare la nostra vita di preghiera. Ci insegna tre atteggiamenti fondamentali per il nostro quotidiano:
Scommettere sulla perseveranza nel silenzio di Dio: Quando le nostre preghiere sembrano rimanere senza risposta, non concludiamo con il rifiuto. Impariamo ad abitare il silenzio di Dio come un tempo di purificazione delle nostre intenzioni.
Rifiutare il fariseismo e l'esclusione: Non chiudiamo la porta della Chiesa o del nostro cuore a coloro che sono lontani o diversi. Spesso, coloro che consideriamo "stranieri" alla fede ci insegnano il fervore e l'umiltà.
Avvicinarsi a Cristo con un cuore di povero: Non presentiamoci mai davanti a Dio con la pretesa dei nostri meriti o dei nostri titoli. Contentiamoci di essere lì, ai piedi della sua tavola, certi che una sola briciola della Sua Grazia ha il potere di trasformare la nostra esistenza e di scacciarne il male.
Preghiera
Signore Gesù, Tu hai ascoltato il grido della Cananea e hai ricompensato la sua incrollabile fiducia. Guarda oggi alla povertà del mio cuore.
Molte volte, davanti ai tuoi silenzi, mi lascio vincere dallo sconforto o dall'amarezza; molte volte mi comporto da erede autosufficiente, dimenticando che tutto nella mia vita è un dono gratuito della Tua misericordia.
Donami questa fede umile e audace che non chiede nulla se non la Tua presenza. Fammi comprendere che una sola briciola della Tua Grazia basta a guarire le mie ferite e a liberare la mia anima dalle forze del male.
Dilata il mio cuore alle dimensioni del Tuo amore universale, affinché io non respinga nessuno e sappia riconoscere la bellezza della fede laddove meno me l'aspettavo. Amen.
Vi è piaciuta questa meditazione?
Sostieni "Spiritus et Vita"
Questo articolo ti ha ispirato? Puoi sostenere la nostra missione in 3 semplici modi:
• Non esitare a mettere un Mi piace, Commentare e Condividere questo articolo per aiutarlo a raggiungere altre persone.
• Sostieni il sito: Per aiutarci a finanziare il nome di dominio e l'hosting (che costa 200€ all'anno o 23€ al mese), puoi fare una donazione gratuita su PayPal (cliccando qui).
• Approfondisci: Acquisti dei libri consigliati tramite il nostro link di filiazione Amazon (cliccando qui).






Commenti